Succede al Timida. Un ex socio del circolo, per esempio, ci racconta alcuni episodi vissuti dentro il locale, dal fruttivendolo del forese con moglie e figli che si presentava alla cassa con delle fragole fresche per avere uno sconto sul biglietto d’ingresso, a un epocale litigio tra moglie e marito. «Lui era andato in bagno e ha lasciato la moglie in mezzo a un tot di uomini particolarmente arrapati. L’ho dovuta scortare fino all’uscita. Quando lui è tornato, lei si è infuriata e se ne è andata. Lui invece è rimasto al locale. Dopo un po’ è tornata lei, ma lui se ne era già andato…». I casi che ci racconta sono tanti altri: «Venivano anche ragazze giovani (l’ingresso è comunque vietato ai minori di 18 anni, ndr), una ricordo fu accompagnata in ospedale a prendere la pillola del giorno dopo. I ravennati ci sono, ma preferiscono non farsi vedere troppo e andare fuori città, tipo al Tucson di Fusignano, ma passano davvero persone di ogni genere: io per esempio ci beccai anche la mia insegnante delle superiori con il marito…».

La coppia scambista. Lei ha 52 anni, lui 46, hanno tre figli avuti con partner diversi e sono fidanzati da 15 anni. Sono una coppia bolognese che frequenta il Timida. «Siamo in questo mondo da ormai dieci anni; è cominciato per gioco, parlando nell’intimità». Nel corso di questi anni, anche grazie alla frequentazione di Lido di Dante e della spiaggia naturista della Bassona, sono venuti in contatto con molti scambisti ravennati. «Almeno un centinaio di coppie… Ci conosciamo nei locali giusti, o tramite Facebook e siti internet specializzati. La maggior parte sono coppie sfiancate che non si amano da anni – commentano i due – le vere coppie, come noi, che sul piatto mettono corpi e soprattutto sentimenti sono pochissime e lo capisci facilmente. Ma questo è un mondo frequentato da poche coppie con la giusta filosofia». Lo scambismo, invece, ha cambiato in meglio i due bolognesi. «Prima eravamo più chiusi tra di noi; ora ci diciamo ogni fantasia, ogni segreto, e se è nelle nostre corde li realizziamo insieme. Oggi siamo più uniti e la nostra vita sessuale a due è sempre ben viva dopo tanti anni. Non è lo scambio il vero piacere: è l’idea di poter avere senza troppi problemi rapporti con più persone. Ma dietro ci sono mille sfaccettature il piacere del tuo compagno si mischia tra soddisfazione e un po’ di dolore…». E la gelosia resta. «Fuori da questo mondo siamo gelosi e anche dentro ogni tanto la gelosia riesplode. Abbiamo una grande complicità e rispettiamo tutto ciò che abbiamo pattuito prima: se la cosa si fa per il puro piacere sessuale, non ci possono essere gelosie». Facile, nel mondo dello scambismo, entrare in contatto anche con singoli. «Dopo varie esperienze negative abbiamo deciso di fare le cose in sicurezza: soprattutto tra i singoli, ce ne sono molti poco corretti che associano “scambista” a “disponibile”. Ma ci sono capitate tante situazioni difficili, con coppie con lei trascinata dal marito o con altre create appositamente sul momento…».

La transessuale. Paola ha 51 anni è una trans e gestisce un sexy shop di Ravenna. «Sono ormai dieci anni che ho aperto il negozio, ma qui i ravennati entrano sempre poco, vengono piuttosto da fuori, dai paesini. Il ravennate si vergogna, è bigotto, ma quando entra poi non si fa problemi a chiedermi un pompino…». Con un linguaggio colorito, Paola ci racconta di numerosissimi casi in cui il cliente, con un espediente, cerca il contatto, e anche qualcosa di più. «Ma poi io preferisco invitarli a casa, oppure incontrarli nei club…». Paola è una assidua frequentatrice del Timida. «Ci sono alcuni che preferiscono vedermi al circolo, perché dicono che si divertono di più. Ma ormai dopo tutti questi anni è anche difficile inventarsi qualcosa di nuovo… l’altra sera giocavamo al gioco della bottiglia, con delle penitenze particolari…». Paola ha naturalmente una serie di aneddoti infinita da raccontare. «Ci sono i padri di famiglia che vengono da me e dopo aver fatto sesso ci tengono a ricordarmelo, che non sono gay, che hanno moglie e figli. Boh, io mi limito a constatare che però sesso con me l’hanno fatto…». Altre volte, nel caso degli scambisti, il marito va da Paola quasi supplicante: «Mi dicono che la loro donna li vorrebbe vedere un po’ più femminili, e mi chiedono di insegnarli a lavorare di bocca, non so se mi spiego…». Ma i ravennati, inutile, in generale non sembrano essere troppo portati per la trasgressione. «Si nascondono, hanno paura. Non come in Veneto, da dove vengo io, che il sesso è vissuto in maniera molto più aperta, ci sono tanti locali e sicuramente le ragazze sono più “porche”…».

Articolo tratto da Ravenna e dintorni

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