Dire che il maschio è un materiale non vuole comunque dire che non abbia sensibilità poetica. Se al momento opportuno gli scocchi lo sguardo giusto lo puoi trapanare da parte a parte e ridurgli il cuore in bollicine. Ma questo può essere moltiplicato per dieci se, intanto, gli stai facendo qualche cosa di tecnicamente ineccepibile. I maschi sono sempre affascinati dalla tecnica. Perciò vediamo queste benedette tecniche.

La racchiusa
Prendete il pene con entrambe le mani disposte come due panini che racchiudono una salsiccia. Poi sceccherate. Lubrificare è meglio.


Il pizzicottino
Si prende la pelle della zona sensibile sotto le chiappette del glande tra l’indice e il pollice come in un lievissimo pizzicotto e ci si limita a spostarla in su e in giù per un centimetro. Se si vuole esagerare si frizioni con l’altra mano la zona tra ano e testicoli (punto L).


 
La cravatta
Si forma un cerchio tra l’indice e il pollice e si prende il membro all’altezza dell’attaccatura del glande, un po’ sotto; di modo che il punto più sensibile sia toccato.
Poi si muove questo “colletto” facendolo ruotare intorno, senza andare in su e in giù.
Quando inizia a urlare, continuate (in questa tecnica è fondamentale una buona dose di crema fluida anallergica come lubrificante).



La pudica
Tipica tecnica da utilizzare quando volete ma non volete darvi troppo. Quando insomma non desiderate impegnare eccessivamente il vostro corpo nel soddisfarlo.
Questa è una cosa che in realtà fa impazzire gli uomini.
Vi basta un centimetro quadrato del vostro dito indice. Forse meno. Appoggiatelo sulla parte più sensibile sotto le chiappette del glande e muovete in un cerchio, senza far scivolare il dito, massaggiando cioè in profondità. Se vuoi essere assolutamente stronza e vederlo rantolare (ad esempio se ambisci a triturare il tuo capoufficio e renderlo schiavo), puoi farlo senza usare il dito. Utilizza invece qualche cosa di liscio; come una penna stilografica di freddo metallo, appoggialo finché non sarà più in grado di intendere e di volere.
Ovviamente la parte che dovete utilizzare, della stilografica, non è il pennino. A meno che lui non sia un masochista perso.

La stretta
Ogni tanto, qualunque cosa stiate facendo, provate a stringere forte la sua asta. Se uggiola è un buon segno.



Il tunnel infinito
Procedete a una lubrificazione eccessiva con crema anallergica, quindi fate scorrere le mani; chiuse intorno al pene; una dopo l’altra. Così otterrete l’effetto di una vagina nella quale il suo sesso continua a entrare.
Appena sentite che l’effetto lubrificante della crema diminuisce; irrorate ancora abbondantemente. Se le mani non scorrono bene si perde l’effetto devastante. A questo punto se vi serve qualcosa, qualunque cosa, potete chiedergliela mentre gli sorridete senza interrompervi. Finché non viene è in vostro totale potere.



La classica
Impugnate saldamente il pene al di sotto del glande; in modo tale che muovendo la mano verso l’alto la pelle; scorrendo; vada a ricoprire il glande stesso, senza che le vostre dita lo accarezzino direttamente (che è sensibile).
Muovete la mano verso l’alto aumentando leggermente la stretta e tirando un poco (come nella mungitura).
Tirare leggermente è bene perché sollecita il punto L. La stretta dovrebbe essere come quella che si usa dando la mano per salutare.
Il piacere aumenta se il polpastrello del dito indice (o del rovescio) muovendosi friziona il punto sensibile sotto le chiappette del glande.
Ovviamente questa tecnica si presta a diverse varianti. La presa può essere più leggera, anche quasi impercettibile. Invece di tirare verso l’alto e stringere salendo, si può fare al contrario, in questo caso avendo l’accortezza di finire ogni discesa dando un colpetto col taglio della mano (il lato del dito indice se la presa è rovesciata) alla base del pene, sotto, di modo da solleticate il punto L.

Masturbazione non manuale
Si può masturbare un uomo anche non usando le mani. Può essere altrettanto piacevole ed è sicuramente altrettanto sicuro dal punto sanitario. Puoi farlo con i piedi, con i gomiti, prenderlo sotto le ascelle o tra i ginocchi, oppure sfregare la sua parte più sensibile contro un qualunque punto del tuo corpo (eccetto la punta delle unghie).
Nella tradizione popolare due sono i punti ufficiali della masturbazione non manuale; i seni e le cosce. Tecnicamente non c’è molto da dire, però può essere estremamente piacevole e le variazioni di luogo e di modo possono essere infinite.
Anche l’uso di oggetti e tessuti offre opportunità inesauribili; però il piacere diventa più psicologico che fisico, in quanto si perde la magia del contatto corporale.
Comunque se proprio vi piace l’oggettistica, provate con un pennello di martora da pittura ad acquarello. Sono carissimi ma estremamente morbidi.

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