Le avevano rubato il portafoglio in treno. E lei non aveva pensato che nel portafoglio c’era anche la sua carta d’identità con relativo indirizzo e, quindi ……………. ve la dico come me l’ha raccontata lei………………………. I ragazzi studiano a Milano e, durante la settimana stanno col padre, poi il venerdì sera tornano a casa tutti insieme, durante il resto della settimana resto da sola, a parte un paio di volte che mi vedo con Sandro, al ristorante, fuori stagione non finisco troppo tardi e torno a casa verso mezzanotte. Abito nel Paese vicino, 2 kilometri da dove lavoro, abbiamo trovato una casa in affitto ad un prezzo ottimo, prima era un negozio, poi il proprietario ha fatto un muro al posto della vetrina con una bella finestra e la porta d’ingresso, ho una bella sala con angolo cottura di almeno 60 mq e poi due camere da letto ed un bagno, chiaramente, al piano terra su strada, però di fianco ho il cortile con il box e sono praticamente in centro; comunque l’altra sera sono rientrata appunto verso mezzanotte, ho parcheggiato in cortile davanti al box perché dentro c’è la macchina di mio figlio, il più grande, e sono andata ad aprire il portoncino d’ingressoa, appena aperto però sono stata spinta dentro e sono finita per terra in sala, quando mi sono girata si è accesa la luce e avevo di fronte tre di quelli del treno, ho avuto un lampo : il mio portafoglio con dentro la carta d’identità e… il mio indirizzo. Quello che parlava italiano e troneggiava sopra di me, stesa a terra, mi disse che avevano visto dai giornali e dalla televisione che non avevo sporto nessuna denuncia e, quindi, avevano pensato mi fosse piaciuto,; l’ultima affermazione la espresse ridendo e così gli fecero coro i suoi amici quando gli tradusse quello che mi aveva detto, io risposi invece che no, non volevo che mio marito ed i miei figli lo sapessero, per questo non li avevo denunciati, ma che lo avrei fatto se non mi avessero lasciato in pace, lui mi rispose che ero una bugiarda e mi disse di alzarmi, lo feci e intanto che lui stava vicino a me gli altri due stavano rovistando nella cucina e nel frigo e ne tirarono fuori una bottiglia di scotch e alcune di birra e cominciarono a bere, vennero anche vicino a me con la bottiglia di liquore e mi obbligarono a berne qualche sorsata, poi mi ingiunsero di spogliarmi perché adesso volevano vedermi bene, dovettero ripeterlo un paio di volte prima che iniziassi a slacciarmi la camicetta, ero ancora in abito da lavoro, camicetta bianca, gonna nera, mentre lo facevo, anche loro cominciarono a togliersi i vestiti, non era come l’altra volta, adesso avevano tempo quando finìi di togliermi i vestiti, vidi che uno aveva aperto la porta della mia camera e mi spinsero verso quella, un’ altra spinta ed ero sul letto, seguita subito da tutti e tre, si erano portati da bere, ridevano e parlavano tra loro come l’altra volta, io, intanto, ero rannicchiata contro la testata dl letto, ad un certo punto uno mi prese per le caviglie e mi tirò giù portandomi a sdraiarmi in mezzo a loro, cominciarono a baciarmi, toccarmi, insinuare le loro dita dappertutto, stringevano i miei seni torturavano i miei capezzoli, pizzicavano le mie grandi labbra, uno mi infilò anche un dito nel sedere facendomi male, il guaio era che mi stavo bagnando, i miei capezzoli si erano inturgiditi, le mia grandi e piccole labbra gonfiate, non penso che ci fecero caso, continuavano a bere e a ridere e scherzare, uno mi schiaffeggiò anche sul sedere, intanto però i loro cazzi si ingrandivano ed indurivano, li vedevo cominciare a svettare, uno dei tre poi, si versò della birra sul membro e poi me lo mise davanti alla bocca da leccare, cosa che iniziai a fare cercando di non pensare a quello che stavo facendo, ma non ci riuscivo, nonostante il sapore di quel cazzo non fosse buonissimo, cominciavo a prenderci gusto e, mentre lo facevo, uno dietro di me, che ero su un fianco, si fece strada puntando il suo uccello alla mia vagina e, facendomi mancare il fiato, mi penetrò di colpo. Non era come l’altra volta, non avevano fretta, mi pompava con ritmo, colpi lunghi e profondi e, intanto mi strizzava i seni, poi il ritmo aumentò, e poi ancora, sentivo le sue palle sbattere contro il mio sedere, non si accorse del mio orgasmo ma io si, del suo, ricevetti in piana vagina un fiotto di sborra caldo e copioso, che iniziò anche a colarmi sulle cosce, ma non ebbi il tempo di respirare, venni fatta mettere con la schiena sul materasso ed il terzo mi venne sopra , mentre anche l’altro si spostava per non perdere il contatto con la mia bocca, quello lo avevo riconosciuto , era quello con il cazzo grosso, non entrò con forza, stavolta, ma comunque fino in fondo, poi mi prese per le gambe e se le portò sulle spalle, così aveva una migliore visione del suo membro che faceva avanti e indietro nella mia vagina, cominciò infatti a pomparmi, a ogni colpo sfiorando il mio utero con la punta dell’uccello, sentivo i suoi mugolii ad ogni colpo, o forse erano i miei?, durò così una decina di minuti, sembrava non finir mai, poi, con un”flop” uscì da me e mi riempì il petto della sua crema densa e bianca, non ebbi il tempo però di fare niente, perché l’altro nella mia bocca mi inondò la gola, a sua volta , con il suo nettare che, senza farmelo dire, ingoiai. Eravamo tutti e 4 aggrovigliati sul letto quando chiesi di poter andare nel bagno, uno dei tre si alzò al letto, vie che era un bagno cieco e mi fecero cenno che potevo andarci, oltre a fare pipì feci subito scorrere l’acqua ella doccia e mi ci ficcai sotto per qualche minuto insaponandomi velocemente, poi mi misi un asciugamano intorno al corpo ed uscìi sperando che se ne fossero andati, ma erano ancora lì, semisdraiati sul letto che guardano verso di me che uscivo dal bagno. Dissi loro che non li avrei denunciati, che però dovevano andarsene, ma risposero che era ancora presto, e che dovevamo divertirci ancora un po’; dopo una giornata di lavoro e quello che era successo ero distrutta ma risposi che però dopo se ne dovevano andare, la loro risposta fu una risata corale, intanto no si alzò in piedi, mi strappò l’asciugamano e mi spinse di nuovo sul letto, erano di nuovo infoiati, quello che mi era venuto in bocca si era sdraiato sul letto con il cazzo che svettava, un po’ storto, verso l’alto e mi fece andare su di lui e poi scendere per impalarmi da sola, quando fu ben piantato dentro di me mi prese la testa con le mani e mi portò a baciarlo tenendomi stretta, e allora sentì due mani allargarmi le chiappe e uno degli altri due spingere il suo cazzo dentro il mio buchino del sedere, cercavo di divincolarmi, mi faceva male, ma il mio movimento sembrava invece agevolare la sua penetrazione, sentivo i suoi sforzi mentre mi inculava e poi, anche lui, fu dentro di me, cominciarono a muoversi insieme, i due cazzi sembravano toccarsi dentro il mio corpo, li sentivo strisciare contro la mia carne, ad ogni colpo ansimavo, Dio che sensazione, ero incastrata tra i corpi muscolosi dei due ragazzi ma, quello con il cazzo grosso non voleva rimanere a guardare e mi infilò il suo tronco in bocca per farselo succhiare, adesso davvero mi mancava il fiato, respiravo con il naso per non soffocare, fui la prima a venire, rumorosamente, mi tolsi con una mano il cazzo dalla bocca e urlai il mio piacere, mamma mia. non passò molto, però che venni completamente inondata nella mia vagina, nell’intestino ed in bocca, ma quanta ne avevano? Non finì comunque lì, andammo avanti ancora per almeno due ore, perché quando sentì la porta del portoncino sbattere, dal letto guardai la sveglia sul comodino ed erano le 5 del mattino mi gurai dall’altra parte e mi addormentai.

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