Sembra che sin dal primo sguardo capiamo se vogliamo fare sesso con una persona o “accasarci” per tutta la vita.

Scherzi a parte, un recente articolo pubblicato su Psychological Science, coordinato dall’Università di Chicago insieme a quella di Ginevra, ha dimostrato che la reazione dell’occhio è automatica e non controllabile quando ci troviamo di fronte a qualcuno per la prima volta. Questo sembra dipendere dal tempo in cui ci soffermiamo ad osservare ed in particolare se i nostri occhi si posano sul volto o sul corpo di chi ci sta di fronte.

Questo meccanismo automatico, potrebbe spiegare il colpo di fulmine o il forte desiderio sessuale verso una persona perché quando ci si incontra per la prima volta. Lo sguardo svela ciò che stiamo provando ed il tempo di permanenza sembra essere di circa mezzo secondo. Quanto basta per capire che quell’area e’ di nostro interesse.

Ciò è abbastanza intuitivo in quanto gli occhi vengono usati anche per esplorare l’altra persona ma la differenza verte sulle finalità. Se cioe’ stiamo cercando di comprenderne le emozioni per interagire, o se da questo si passa al resto del corpo, magari alle parti che esprimono maggiormente “l’altro sesso”.

In questo caso potrebbe aprirsi la «porta della passione» quindi, se i pensieri vanno a «cosa ci potrei fare una volta lasciato/a solo/a con questa persona».

Tutto ciò, sembra non passare da una valutazione estetica ma da una analisi emotiva e razionale di chi ci sta di fronte che passa quasi del tutto inosservata e non totalmente consapevole.

Come possiamo allora sedurre o comprendere se siamo sedotti dallo sguardo di chi ci sta di fronte?

Semplice: guardate, scappate e poi sorridete. Sempre.

Sedurre vuol dire “condurre a se” e soprattutto soffermarsi a guardare «quella» persona.

Il trucco è scambiarsi occhiate cariche di sensualità e significato per poi tornare a rivolgere lo sguardo altrove. Scappate con gli occhi se volete essere cercati.

Se dopo pochi secondi ritornate a guardare il vostro lui/lei e l’occhiata è ricambiata, allora, se ve la sentite, potete sorridere perché il sorriso comunica apertura verso l’altro, che a questo punto potrebbe anche dirigersi verso di voi e scambiarvi così le prime parole.

Se questo non avvenisse, potete continuare il gioco di seduzione alternando sguardi intensi e sensuali a momenti in cui rivolgete la vostra attenzione a tutt’altro, creando una finta ambiguità.

Ritornando alla ricerca di cui vi ho parlato all’inizio di questo post, il modo in cui guardiamo può farci capire e distinguere i sentimenti d’amore dal desiderio sessuale e sembra che vi siano due attivazioni nel nostro cervello fondamentalmente diverse se si tratta di sentimento d’amore o di passione pura.

A questa ricerca mancano ancora molti tasselli relativamente al fatto che le preferenze siano soggettive.

Sembra quasi che tutti i nostri comportamenti vogliano dirci che «non e’ bello ciò che è bello ma è bello ciò che (ci) piace».

Voi che ne pensate?

Articolo tratto da salute.ilgiornale.it

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