C’erano una volta la meritocrazia e la possibilità di una fulgida carriera.

Oggi invece, anche nel mondo del porno-lavoro imperversa la crisi, e diventare una porno star di spessore è ormai un’impresa epica.

Alcuni grandi nomi resistono, qualche nuova leva riesce ad uscire dall’anonimato, soprattutto grazie a performance estreme e ad agenti lungimiranti, ma nel porno non si lavora più come una volta e le ragioni sono molteplici.

Qualcuno pensa sia colpa della recessione economica; le case di produzione, pericolosamente vicine al verde, non possono permettersi nomi di prestigio.

Contemporaneamente, aumenta la richiesta di lavoro ed il mercato è saturo di performer disposte a tutto pur di ottenere una parte sul set. Se fino a qualche anno fa nell’intera industria del porno lavoravano circa 100 ragazze, che venivano sostituite una volta raggiunta “l’età pensionabile”, oggi si registrano circa 100 new entry settimanali. Giovani avide di sesso spinte da un’insana mania di protagonismo sessuale, attratte dai guadagni facili e, in molti casi, senza un briciolo di auto consapevolezza o di autentica vocazione alla professione.

Il termine porno-star è sempre più spesso sostituito da quello di porn-girl, a sottolineare il senso di caducità e la temporaneità dello status di attrice.

La maggior parte delle nuove ragazze del porno partecipa al massimo ad un paio di grosse produzioni, per poi essere costrette ad inventarsi una carriera da freelance attraverso l’autopromozione sui social network, i servizi di web cam live, il contatto diretto con i fan nei club e nelle serate live, e in alcuni casi la prostituzione.

Molte energie vengono spese nelle pubbliche relazioni e nella ricerca di contatti utili, e fare sesso sembra essere diventato l’aspetto meno impegnativo del lavoro di porno attrice.

Gli effetti di questa deriva si ripercuotono a cascata sui distributori di film porno.

Un tempo VHS e DVD si vendevano come il pane, bastava avere una buona copertina, con una delle star delle momento in bella vista, ed il successo era garantito.

Oggi, complice la pirateria on-line e la diffusione di materiale amatoriale gratuito, i guadagni precipitano, gli stipendi si riducono e l’offerta di lavoro scarseggia.

Come spesso accade, ci troviamo costretti a ribadire che si stava meglio quando era peggio, quando le star del porno autografavano i libri, partecipavano ai reality e ai talk show televisivi, fondavano brand, apparivano nei video musicali di gente famosa e tentavano persino la carriera politica.

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